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RECENSIONE DI ROCKOL

Salendo in automobile, ed imboccando l'ideale strada senza fine dei sogni orientata verso il tramonto del sole, non sarebbe male poter disporre di un cd dei Soul Revolution, da ascoltare senza fine.

Esaurienti recensioni e versioni italiane dei testi del cd People, del gruppo musicale Soul Revolution, possono essere lette e consultate in svariati siti web, tra cui anche il gradevole sito internet del complesso, il cui stesso nome è un godimento per i ragazzi degli anni 70 e 80.
Difficile non pensare infatti al terzo albo dei Wailers (gruppo musicale giamaicano di cui faceva parte anche Bob Marley), a cui evidentemente il titolo del cd intende tributare un sincero e sentimentale omaggio. Questo primo albo dei Soul Revolution è un Concept album, composto di nove brani in lingua inglese. L' involucro del cd riporta opportunamente la traduzione in italiano, particolarmente utile per il pieno apprezzamento di testi come Rose - l' amore perduto, un testo emblematico della sensibilità e del romanticismo insiti nell' animo femminile. Nel contempo, si tratta di un brano molto "occidentale", in considerazione di una mistica dell' amore da lontano (comune sia ai ragazzi che alle ragazze) che caratterizza la civiltà europea di derivazione anglo-romana sin dei lontani tempi del giuramento dei Cavalieri di re Artù nel giorno di Pentecoste, allorquando venne introdotto nell' amore tra esseri senzienti un sentimento civile ed evoluto. Pur trovando godibili e dilettevoli tutti i brani del cd, siamo rimasti particolarmente impressionati dal n. 4, Sara -The Bride (la sposa), che accosta ad un sound sorprendentemente vivace ed in gamba (anche grazie agli ottimi arrangiamenti del chitarrista nonchè all' efficace percussione, oltre che agli evoluti virtuosismi canori di Dee Bee) una incredibile profondità di sentimenti, paragonabile all' intensità religiosa del Cantico dei Cantici. Il repertorio assai vasto di Dee Bee (voce del gruppo, alias Deborah Baratelli, italo-inglese) e Fabrizio Scafetti, oscillante tra il soul ed il blues senza tralasciare il pop, è caratterizzato da un accattivante cosmopolitismo. In particolare la crescente e caratteristica caratterizzazione del pop europeo, che si sta evolvendo in senso anglo-continentale, differenziandosi sempre di più dalla mera ed originaria matrice anglo-sassone , lascia inevitabilmente la sua impronta su alcune tracce dell' incisivo cd di cui ci stiamo occupando. Tuttavia , la vera intenzione di People sembra proprio quella di costituire una vera e propria "Soul Revolution", in cui sonorità tipiche della musica del nostro futuro prossimo vengono accostate a momenti di alta riflessione e di illimitato sentimento, senza tuttavia attenuare la crudezza di alcune situazioni in cui si trovano i personaggi delle canzoni di People : personaggi strappati spesso alla strada ed alla nuda realtà dall' ispirazione poetica del gruppo acustico romano . Nove brani per nove indimenticabili personaggi, le cui vicende talvolta potrebbero anche intrecciarsi tra di loro, ed anzi sono spesso collegate addirittura ad insaputa dei protagonisti (come, ad esempio, nel caso del ladro Nick e degli sposi, o nel caso del tassista Frank e di Simone). Non rimane quindi che ascoltare, anche a tutta manetta, questo nuovo cd dei Soul Revolution, che ci auguriamo venga presto seguito da altri.

E poichè alla fine del nostro viaggio, così come alla foce di un fiume o alla fine dell' autostrada o all' estremità di un arcobaleno, siamo arrivati e non rimane alcun posto dove andare, e magari ci accorgiamo che il nostro viaggio è stato importante almeno come la nostra destinazione, auguriamoci di aver viaggiato in compagnia di ogni cd che valga la pena ascoltare, e che riempia validamente i sessanta secondi di un minuto.

E l' unico vero modo di giudicare cd come People è ascoltarli. Recensione di Marco Nicoletti e Paolo Nicoletti


RECENSIONE DI SPAZIO ROCK

Nove estranei camminano per la strada, ciascuno con le loro personalissime storie, aspirazioni, fatti ed affetti; a fare da trait d'union tra queste diversissime personalità, la musica dei Soul Revolution che, in questo esordio discografico, ci mostrano un concept accattivante sia liricamente che musicalmente. Creatura nata dall'incontro tra il chitarrista Fabrizio Scafetti e la cantante italo-inglese Deborah Baratelli in arte Dee Bee, i Soul Revolution ci presentano un indie acustico in cui è chiaramente avvertibile la matrice soul, imbastardito di volta in volta da sfumature che vanno dal folkloristico tango (il crepuscolo mediterraneo di Jane, The Bride's Rich Mother) allo swing (l'allegra Nick, The Thief); su tutto, la precisione e l'espressività dei due strumenti che animano la band, soprattutto la voce di Dee Bee, addirittura magistrale nell'interpretazione totalmente black di una Jamail, The Illegal Immigrant, vero e proprio gioiello del disco. Ed è proprio questa sensibile espressività a rendere vincente People, un album che sa incantare grazie anche ad un arrangiamento minimale ma curato, come il clavicembalo che sfiora una Frank, The Taxi Driver, o la sezione ritmica, mai invadente come giusto che sia su lavori di questo tipo. E l'attitudine teatrale della formazione, decisamente meglio espressa negli spettacoli che la band sta portando da due anni in giro per la penisola con l'ausilio di una compagnia d'attori, nell'inciso risalta soprattutto nell'idea affascinante che fa da scheletro al concept ed all'artwork.

Un'opera, dunque, piacevole, che mostra solide basi che, se ben sviluppate, spalancheranno un brillante futuro su questo duo nostrano, assolutamente da valorizzare.

Recensione di Fabio Rigamonti


RECENSIONE DI ONDA ALTERNATIVA

Nove storie. Nove appassionanti storie. I Soul Revolution si presentano benissimo con "Simone The Dreamer". Atmosfere sognanti che vengono impreziosite dalla buona capacità vocale di Dee Bee. Per tutto l'ascolto di "People" la bravura dei nostri si fa sentire. La chitarra ispirata di Fabrizio Scafetti, cofondatore insieme a Dee Bee, impreziosisce le nove storie di questo dischetto. Perchè parliamo di "storie"? Perchè i Soul Revolution hanno voluto mettere in musica la storia dei nove protagonisti di "People". Vogliono farci immedisimare in loro. Ci fanno sognare con testi ricercati e mai banali. Vero, la lingua inglese puà non aiutare l'italiano medio, ma la scelta è azzeccata. Rende il tutto più credibile ed internazionale.
Anche il singolo "The Bride" non fa che confermare le mie prime buone impressioni . Melodia ottima e prova vocale di alto livello.
L'unico appunto che faccio sull'intero lavoro è che si poteva osare qualcosa di più. La bravura c'è. Bravi Soul Revolution. Recensione di Princexero www.ondalternativa.it


INTERVISTA - RIVISTA NEA POLIS

I Soul-revolution, sono un gruppo musicale che a tutti gli effetti rientra nella categoria dei talenti. Gruppo nato dalla bellissima voce della cantante Deborah Baratelli (in arte Dee Bee) che ricorda alcune famose cantanti inglesi e nulla ha da invidiare a loro e dalla bravura del chitarrista Fabrizio Scafetti che Nea-polis ha incontrato per intervistare:

Quando nascono i Soul revolution?
Il gruppo è nato 2 anni fa, dopo che la cantante e il chitarrista avevano collaborato insieme per vari anni all'interno di un altro progetto musicale. L'esigenza di creare un nostro nuovo gruppo ci ha portato ad incidere un album acustico inedito in inglese (lingua prediletta della cantante italo-inglese), dal titolo PEOPLE. Il nome del gruppo da cosa nasce? Il nome del gruppo nasce dalla volontà di creare una vera e propria rivoluzione dell'anima attraverso la musica, da qui il nome SOUL REVOLUTION. La musica per noi è un canale di comunicazione privilegiato per toccare l'anima delle persone di ogni credo, etnia, professione.

Qual è il vostro repertorio? Il nostro repertorio spazia fra vari generi musicali. Il nostro album ha un filo conduttore che è quello della musica acustica (voce, chitarre acustiche, basso acustico, cajon e percussioni), ma all'interno le ispirazioni sono molteplici, dal rock al tango, dal pop al blues e r'n'b.

Avete fatto molti concerti? Si, in strutture anche importanti e di vario genere (Teatro Tendastrisce, Associazioni Culturali, Festival etc.). Sono tutti momenti fondamentali per la nostra musica, perchè raggiungiamo attraverso i concerti il nostro scopo finale: la comunicazione con gli spettatori.

Quali sono le principali difficoltà incontrate nel vostro cammino?
La musica ormai è più una merce che un'arte; abbiamo a volte incontrato difficoltà nel proporre la nostra musica nei locali in quanto il proprietario di turno sembrava più interessato al numero di persone portate dal gruppo piuttosto che al servizio musicale offerto. Pensiamo che molte realtà dovrebbero riconsiderare l'aspetto della MUSICA LIVE come un servizio aggiuntivo alla propria attività commerciale, che aumenta di qualità e prestigio le serate organizzate.

La passione per la musica da dove nasce secondo voi, si ha la musica nel sangue?
Pensiamo di sè, d'altronde siamo cresciuti con un'istintiva attrazione per la musica e in seguito abbiamo scoperto di essere anche portati per quello che amavamo ascoltare. I nostri genitori fin da piccoli ci hanno immersi in musica di differenti generi, cosa che ci ha avvicinati ancora di più a questa passione/lavoro.

Qual è il vostro più grande desiderio?
Poter dedicare sempre più tempo a questa passione che per noi ora è anche un lavoro, ottenere il giusto spazio e riconoscimento per quello che facciamo, riuscendo a vivere della professione che ogni giorno svolgiamo con amore e dedizione. Tra i grandi artisti della musica, quale preferite? Fabrizio è cresciuto con la musica di Jimi Hendrix, Bob Marley, Eric Clapton. Deborah invece si è avvicinata al canto ascoltando a 12 anni un cd di Mariah Carey, poi appassionandosi in particolar modo alle sonorità r'n'b e soul di artiste come Lauryn Hill, India Arie etc. Altri artisti che preferisce sono Elisa, Mc Solaar e Amy Whinehouse.

In una parola, cos'è la musica? La musica è vita e anima. Ma a questo punto le parole sono diventate due!!! Intervista di Laura Napoli


RECENSIONE DI ROCK GARAGE

Non è sempre facile, anche in ambito musicale, accettare delle sfide: troppo facile restare abbarbicati alle comode e rassicuranti proposte musicali fornite agli ascoltatori. La paura di fallire spesso inibisce il gusto del nuovo e dell'esplorazione di nuove sonorità. Non rientrano in questo genere i Soul Revolution: con People, il duo italo inglese Baratelli/Scafetti accetta e convince in questo suo misurarsi nella realizzazione di un mini concept-album.

Diversificato in nove tracce, il cd si dipana attraverso una ideale vicenda umana di 9 persone che ritengono di percorrere la medesima strada, accomunati dal desiderio di ritagliarsi ognuno un proprio spazio definito attraverso la musica. Oscillante tra blues, pop, folk il disco si svolge piacevolmente attraverso l'insieme dei brani che, non disgiunti tra essi, ci mostrano e definiscono i singoli personaggi, ognuno con il suo carico di patemi e difficoltà. Come il brano introduttivo, The Dreamer, in cui la voce davvero trasognata della Baratelli ci conduce attraverso mondi immaginari interamente avulsi dalla cruda realtà odierna. Oppure The Taxi Driver, dove le percussioni di Scafetti ci guidano in un viaggio morbido nelle periferie suburbane degradate, grazie alla sei corde delicatamente arpeggiata ed alla voce struggente della singer inglese.

The Homeless Couple farebbe la felicità di Candice Night: la compagna di sua maestà Blackmore sarebbe innamorata di questa ballad medievale, in cui la Baratelli riversa tutto il suo intimismo e la tristezza accumulata nell'attesa di un qualcosa che non arriverà mai. The Bride è il gioiellino dell'album: accompagnato da una clip di sicuro impatto, il brano idealmente accompagna una sposa fiduciosa all'altare dal suo innamorato, con percussioni delicate ed una acustica che funge quasi da mandolino malinconico ed intrigante allo stesso tempo. Di certo, uno dei momenti più coinvolgenti del disco con una buona prova vocale della Baratelli. The Bride's Rich Mother è l'ideale continuazione del brano precedente: le atmosfere quasi gotiche del brano preludono ad una ennesima ottima prova vocale della singer, che dosando saggiamente le energie conduce il brano attraverso un suo snodarsi particolarissimo fatto di sapienti stacchi ed interruzioni melodiche che lo uniscono come detto idealmente alla conclusione di The Bride: melanconica e validamente dosata la prova del duo italo-inglese. The Illegal Immigrant viene arricchita dalla presenza di archi, che qui inducono la singer ad arrochire la sua voce, qui più rude e decisa nell'affrontare strofe e ritornelli che riportano alla memoria la superba Alicia Keys nell'estensione vocale. Ottimo brano, con intermezzo ancora più acustico nella fase centrale e di estrazione ancora più medievaleggiante nel suo incedere finale.

The Thief tiene ancora alta la tensione in chi ascolta: paradossalmente, la resa interamente acustica del disco nulla toglie alla sua dimensione coinvolgente nell'articolarsi dei brani. Molto gradevole ed orecchiabile lo stacco centrale, interamente slide ancor più che acustico, su cui la Baratelli riesce ad alternare un gradevole cantato swingato-reggae. A dimostrare la poliedricità del duo, la chitarra di Scafetti si trascina non melensa lungo tutta la durata del brano in una gaia ricerca dello svolazzo acustico, tuttavia non fine a sè stesso. The Lost Love riflette in pieno il titolo: un amore perduto che induce ad un cantato ormai deluso, pur tuttavia ancora fiducioso verso il futuro grazie alla rassicurante presenza del lavoro di Scafetti, teso ad alleviare musicalmente le pene di chi soffre, per un brano molto emotivo e coinvolgente e di non facile lettura, stanti anche i buoni arrangiamenti su esso apportati. Ognuno dei brani ha visto quale ideale protagonista uno dei 9 personaggi in esso descritti: l'ultimo della serie, Carmen, chiude idealmente questo lungo viaggio intimista e futurista con The Artist, dove la Baratelli conclude davvero alla grande la sua performance intensa grazie alle sonorità acustiche che la inducono in una serie di vocalizzi davvero piacevoli e di sicuro interesse che rendono il brano un altro ottimo scalino dell'ideale viaggio intrapreso dal duo italo-inglese, qui validamente in simbiosi compositiva ed interpretativa. Altri futuri lavori a firma Baratelli/Scafetti ci si aspetta siano sulla stessa falsariga e lunghezza d'onda, ovvero di buona levatura tecnico-compositiva come People. Recensione di Giancarlo Amitrano


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